Io l’ammiro, l’albero

La condivisione autentica di se stessi come momento di crescita personale. Un passo avanti per diventare scrittore.

Un albero impiega anni a rafforzare la propria struttura, ad ergersi maestoso strato dopo strato e pazientemente, mostrando dignitoso un unico fine: puntare al cielo, sempre più in alto.


E io l’ammiro, l’albero.
Opera senza mai perdersi d’animo, fiero e convinto, e se riesce anche un po’ ad allargarsi sembra pronto ad accogliere chiunque a braccia aperte.
Dunque dicevo, io l’ammiro, l’albero. Sì, perché rappresenta la natura onesta che spesso noi umani non sappiamo imitare.
Qualche tempo fa, il giorno del mio compleanno, mi sono voluta fare un regalo dando un’anima di carta al testo che aveva visto la luce solo sul mio foglio Word.
E così per qualche tempo sono stata imprenditrice di me stessa, e ancora oggi in verità.
Credo però di averlo fatto male, cioè non in modo empatico, sentito, onesto. Di quell’onestà di cui dicevo prima.
Manca la condivisione, quella vera, e così mi sono detta che iniziare a parlarne sarebbe stato utile anche a me, alla mia crescita personale.
Quindi prendo e lascio. Una domanda e una notizia.
La notizia è che ho inviato il mio testo in valutazione (con un gran batticuore), vi terrò aggiornati sulle novità che dovessero arrivare.
La domanda per chi ha vissuto la mia stessa esperienza è questa: quanto siete cambiati durante la stesura del vostro lavoro e grazie a cosa?